Il 3 aprile 2025 il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza quella che è già stata ribattezzata come la proposta “stop-the-clock”: un pacchetto di rinvii strategici alle principali normative europee sulla sostenibilità d’impresa. Il voto – 531 favorevoli, 69 contrari e 17 astenuti – arriva a pochi giorni dall’attivazione della procedura d’urgenza da parte della Commissione (1° aprile), confermando una volontà politica chiara: rallentare, ma non invertire, la rotta del Green Deal.

Cosa prevede la proposta Omnibus?

Il pacchetto Omnibus interviene direttamente su due dei più discussi pilastri normativi del quadro ESG europeo:

  • Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD):
    Le aziende di seconda e terza ondata – ovvero quelle di dimensioni medio-piccole o non quotate – potranno posticipare l’applicazione degli obblighi di rendicontazione ESG di due anni, con una nuova scadenza fissata al 2028.

  • Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD):
    Le grandi imprese (e le multinazionali attive nel mercato europeo) potranno beneficiare di un rinvio di un anno nell’attuazione degli obblighi di due diligence nelle catene di fornitura, dal luglio 2027 a luglio 2028.

Non passa invece – ed è un segnale importante – la proposta di spostare l’intera CSRD al 2040, bocciata nel corso delle votazioni.Co

Un compromesso tra ambizione e fattibilità

Il messaggio è chiaro: l’Europa non rinuncia al suo impegno per la sostenibilità, ma riconosce la necessità di tempi più realistici. Le pressioni provenienti dal mondo imprenditoriale – in particolare dalle PMI – hanno avuto un peso, così come il contesto macroeconomico instabile, segnato da inflazione, guerre e crisi energetiche.

Posticipare non significa abbandonare: le aziende sono ancora tenute ad avviare processi di adeguamento, ma ora avranno più tempo per farlo bene. Questo potrebbe significare, ad esempio, potenziare i sistemi di raccolta dati ESG, formare il personale interno, rafforzare i controlli di filiera e migliorare la trasparenza verso gli investitori.

 

Cosa succede ora?

Il pacchetto deve ancora passare formalmente al vaglio del Consiglio dell’UE, ma l’approvazione è data per scontata: la proposta è infatti coerente con la posizione negoziale già espressa dagli Stati membri.

Quello che invece si preannuncia più lungo e complesso è il dibattito sulle modifiche sostanziali alle direttive. Si tratterà di definire contenuti, soglie e criteri applicativi, in un percorso che durerà mesi e che potrebbe ridefinire profondamente l’architettura del framework ESG europeo

 

Un segnale alla comunità imprenditoriale internazionale

Questa decisione dell’UE non è solo tecnica, ma anche politica. A pochi mesi dalle elezioni europee, l’Europa manda un segnale di ascolto alle imprese, cercando di evitare che la transizione verde si trasformi in un boomerang competitivo, soprattutto nei confronti di paesi extraeuropei meno regolamentati.

Resta però intatta la traiettoria strategica di fondo: il futuro del mercato europeo sarà sempre più legato alla performance ambientale, sociale e di governance delle aziende. Chi saprà sfruttare questo rinvio come tempo utile per prepararsi, potrebbe trovarsi in vantaggio competitivo nei prossimi anni.

Sign Up for Our Newsletters

Get notified of the best deals on our WordPress themes.

You May Also Like

Phygital Sustainability Expo 2024: Roma all’Avanguardia della Sostenibilità

Il Phygital Sustainability Expo®, un evento di grande rilevanza internazionale che si pone al centro del dibattito sulla sostenibilità e la moda.

Expo, opportunità di rigenerazione urbana intelligente e sostenibile.

Expo 2030, Gualtieri vola a Dubai per la candidatura di Roma, un’opportunità sostenibile? Non c’è la Raggi.

Green Homes: Il Parlamento Europeo Rivoluziona il Settore Edilizio

In una sessione storica tenutasi a Strasburgo, il Parlamento Europeo ha introdotto una…